Petrolio sopra i 100 dollari: settimana decisiva per le banche centrali
Lyssna medan du läser
13 September 2026
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Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile la settimana scorsa, per la prima volta da luglio, perché lo Stretto di Hormuz è quasi chiuso al passaggio delle petroliere. Per questo l'inflazione, cioè l'aumento dei prezzi, è di nuovo al centro dell'attenzione. Questa settimana tre grandi banche centrali decidono sui tassi d'interesse: la Federal Reserve negli Stati Uniti, la Bank of England in Gran Bretagna e la Bank of Japan in Giappone. La Banca centrale europea ha già alzato i tassi giovedì scorso.
Negli Stati Uniti l'inflazione è al 3,4% in un anno, sopra l'obiettivo del 2% da più di cinque anni. Mercoledì la Fed potrebbe alzare i tassi di 25 punti base, cioè un quarto di punto. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, vuole riportare l'inflazione all'obiettivo, ma Donald Trump chiede da mesi tassi più bassi e ha scritto sui social che «gli Stati Uniti dovrebbero avere il tasso più basso al mondo». I mercati ora danno più del 50% di probabilità a un aumento a settembre; a fine agosto pensavano a una pausa.
In Gran Bretagna, giovedì, la Bank of England dovrebbe lasciare i tassi al 3,75%. Il governatore Andrew Bailey ha detto che l'aumento dei tassi sui mutui (i prestiti per comprare casa) ha già fatto una parte del lavoro. Venerdì è il turno della Bank of Japan. Dopo la ripresa dello yen, dovrebbe alzare il tasso all'1,25%, il livello più alto da oltre trent'anni. Per gli investitori la domanda è cambiata: non è più quando i tassi scenderanno, ma quanto in fretta le banche centrali potrebbero alzarli di nuovo.